Come dimagrire esiste la soluzione?


Puoi dire basta alle diete ipocaloriche, difficili da seguire e che ti fanno fare la fame.

Quante volte hai cercato la soluzione su come dimagrire in poco tempo?

 

come dimagrire

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Oggi cercherò di spiegarti come riuscirci senza dover ricorrere a diete fai da te, diete povere di calorie o, peggio ancora diete iperproteiche come  la dieta Dukan, basta cercare su internet come dimagrire se non hai queste inforamzioni.

Nelle diete tradizionali quello che si modifica è l’apporto di calorie; ci è sempre stato detto che se si vuole dimagrire bisogna mangiare di meno in modo da assumere meno calorie.

Quanto appena detto è vero ma lasciami spiegare brevemente cosa ci succede.

Per esempio: Se normalmente si assumono 2000 Calorie il primo intervento che solitamente ci viene proposto per dimagrire è ridurre le calorie.

Bene. Quello che molti non sanno e che riducendo le calorie il nostro organismo va in difesa. In sostanza se riduciamo le calorie che prima assumevamo , il nostro organismo va in allarme e comincia a trasformarle in grasso, da qui il sentirsi stanchi, nervosi e molto stressati.

Questo sistema di allarme presente nell’organismo è un fattore insito nei nostri geni da oltre 20.000 anni: in sostanza i nostri antenati dovendo lottare con periodi di fame alternati a periodi di abbondanza, hanno sviluppato un gene per la salvaguardia di calorie (questo aspetto verrà spiegato nel video a fondo pagina sul motivo dell’obesità)

Cominciamo a fare un po di chiarezza su come dimagrire.

PERCHE’ SI INGRASSA E SI RISCHIA SPESSO A DIVENTARE OBESI?

Il calo del Gh e la diminuzione della massa muscolare

Al di là del discorso generale sul bilancio positivo o negativo tra entrate e uscite di calorie (se le calorie assunte superano quelle consumate si avrà inevitabilmente un aumento di peso), che vale per tutti gli individui di qualsiasi età, è necessario considerare che dopo i vent’anni, si assiste ad un calo drastico nella produzione dell’ormone della crescita, il Gh. Questo ormone garantisce la formazione di massa muscolare (massa magra) ed è responsabile di un tasso metabolico piuttosto alto.
Finché la produzione di Gh rimane alta – fino all’adolescenza – il metabolismo si mantiene elevato, poiché c’è sempre crescita del tessuto muscolare, anche in assenza di allenamento. Dopo i vent’anni, se non si mantiene allenata la massa muscolare, si assiste a una diminuzione inesorabile dei muscoli e quindi a un calo del tasso metabolico a riposo. In un individuo sedentario si stima che il calo della massa muscolare si possa aggirare intorno ai 450 grammi all’anno, che si traduce in una diminuzione dello 0,5%del metabolismo annuale.

Meno massa muscolare = meno calorie spese

A parità di alimentazione, quindi, nell’organismo si accumulano più calorie e si aumenta di peso. In seguito a questo calo naturale del metabolismo, che avviene appunto dopo i vent’anni di età circa, non si pensa di dover modificare il proprio regime alimentare, cioè a mangiare un po’ meno. E si ingrassa.

Aggiungiamoci anche la sedentarietà (non si tiene allenata la massa muscolare) e l’acquisizione di abitudini alimentari scorrette (diete fai da te).

Questo processo di aumento di peso è più evidente nelle donne. Negli uomini, infatti, è più alta la produzione di un altro dei cosiddetti ormoni “bruciagrasso”, il testosterone Gli altri “bruciagrasso“, comuni ad entrambi i sessi, sono l’ormone della crescita e le catecolamine, come l’adrenalina e la noradrenalina.

Avere più testosterone (l’uomo ne produce 10 volte più della donna) vuol dire avere un metabolismo più alto e, quindi, un maggior consumo di calorie a riposo. La produzione di testosterone è influenzata dall’attività sportiva, in particolare dal suo livello di intensità. Maggiore è l’impegno (soprattutto muscolare), maggiore sarà la produzione di testosterone.
Inoltre è ampiamente dimostrato (Katch & Mc Ardle ) come il grasso addominale,tipicamente maschile, sia più sensibili all’azione degli ormoni bruciagrasso rispetto al grasso gluteo-femorale, tipicamente femminile.

Il grasso gluteo-femorale.

Da una parte poco pericoloso in termini di possibili malattie cardiovascolari, risulta essere il più difficile da erodere perché ben difeso da un’efficiente sistema di protezione enzimatico-ormonale. Questo è un grasso speciale che il corpo accumula come riserva energetica da destinare alla sopravvivenza del feto in caso di emergenza (carestia di cibo). Più avanti svilupperemo meglio questo concetto di natura filogenetica.
Diffidate invece da tutte quelle strategie “bruciagrasso” proposte massicciamente dalla pubblicità (dagli elettrostimolatori ai raggi infrarossi). Esse non agiscono su quella che si può definire la centrale di controllo della produzione ormonale: l’ipofisi, posta alla base del cervello. E’ una centrale di controllo ormonale che, tra gli altri effetti, produce anche un aumento delle calorie spese. Ma se non si agisce sull’ipofisi, come un buon allenamento riesce a fare, viene meno la possibilità di alterare la produzione ormonale ed è impossibile avere effetti quali dimagrimento e tonificazione.

A prescindere dall’azione avvenuta o meno sull’ipofisi, tali strategie non incrementano il consumo di ossigeno, altro fattore indispensabile per aumentare il consumo di grassi. Detto banalmente, non ci viene certo il fiatone mentre subiamo un vibromassaggio o un’elettrostimolazione. Dunque, niente cascata ormonale, niente incremento della massa muscolare, niente dimagrimento.
Attualmente i mezzi per incrementare il livello ormonale sono due: l’allenamento o il doping. Fate voi.

DIMAGRIAMO TUTTI ALLO STESSO MODO?

La teoria del “punto di equilibrio”

Al di là della diminuzione nella secrezione di Gh e del conseguente calo del tasso metabolico, si nota che ci sono persone che fanno più fatica a dimagrire di altre. Questa particolarità può essere in parte spiegata con la teoria del punto di equilibrio (Katch,Katch & Mc Ardle-“Fisiologia applicata allo sport”- Casa Editrice Ambrosiana-).

Secondo questa teoria  per ciascuna persona esista un livello ideale di  massa grassa dal quale il corpo tende a non discostarsi. Questo punto di equilibrio è detto anche “fat point”,cioè soglia adiposa. In genere, ahimè, tale soglia è orientata a mantenere un livello di massa grassa piuttosto elevato. Siamo programmati per essere grassocci e ogni drastico tentativo di ridurre questo valore (vedi il digiuno o le diete molto ipocaloriche) viene letto come un’aggressione a cui il nostro organismo risponde rallentando il consumo di calorie a riposo.
Esiste anche, ma è più raro, un punto di equilibrio orientato verso il basso, tipico delle persone molto magre che, pur mangiando molto, non riescono a ingrassare. In questo caso, quando viene aumentata l’assunzione di calorie, il loro organismo tenderà a tornare al punto di equilibrio originario, aumentando, e non diminuendo, il consumo delle calorie in eccesso per mantenere inalterato il rapporto tra la massa magra e quella grassa. Questi pochi e fortunati individui sono programmati per restare magri.

I fattori che influiscono sul punto di equilibrio e su come dimagrire.

Nel corso degli anni, con l’accumulo di tessuto adiposo, l’organismo ha adattato il sistema ormonale, quello enzimatico e quello metabolico a mantenere quel livello di grasso (il “punto di equilibrio”, appunto).

Quali sono i fattori che definiscono il “punto di equilibrio”?

Ed esiste un legame tra questi fattori e la difficoltà di come dimagrire attraverso le sofferte diete da fame?

Fattori ormonali.

Le cellule adipose, quelle che immagazzinano il grasso, quando hanno raggiunto un livello ritenuto ideale dall’organismo, producono in maniera massiccia un ormone, la leptina, che arriva all’ipotalamo (ghiandola situata nel cervello) dove si tiene costantemente aggiornato il registro dei livelli ormonali.

Siamo arrivato ad indagare la vera causadel perchè ingrassiamo.

Se il livello di leptina inizia a diminuire drasticamente – come avviene quando si diminuisce notevolmente l’introito calorico perché si desidera dimagrire – l’ipotalamo registra questo calo e si mette in allarme, stimolando il senso della fame.

Questo perché il corpo, registrando perdite di grasso a livelli non programmati, vuole ritornare al punto di equilibrio originario. Se si riprende a mangiare e i grassi ritornano al loro livello originario, il senso della fame viene spento.
Curiosità: gli obesi dovrebbero avere un senso della fame perennemente depresso, visti gli alti livelli di grasso e quindi di leptina.

Purtroppo costoro hanno un vero e proprio problema di “leptina-resistenza“: un difetto di lettura recettoriale rende inutile tutta questa abbondanza di ormone.

Troppa leptina ha reso l’organismo insensibile alla stessa.
Fattori enzimatici. Le persone sovrappeso e sedentarie possiedono un sistema enzimatico deputato ad accumulare grassi molto “allenato”. In queste persone è molto attiva la lipasi lipoproteica, un enzima che favorisce l’accumulo di grasso e diventa ancor più efficiente quando si tenta di dimagrire drasticamente.

Fattori metabolici.

Quando si inizia a diminuire drasticamente la quantità di calorie assunte, il metabolismo inizia a rallentare, in un rapporto tale che all’inizio c’è un parallelismo tra le calorie tagliate e il calo di peso.

A un certo punto, però, il calo di peso non è più direttamente proporzionale alla diminuzione delle calorie e tende a stabilizzarsi. Detta prosaicamente: meno si mangia, meno si brucia. Studi hanno dimostrato che il metabolismo può rallentare anche del 40-45%.

Tolleranza all’insulina.

Quando si assumono pasti abbondanti oppure molti carboidrati ad alto indice glicemico, cioè che si trasformano molto rapidamente in “zucchero” una volta digeriti (ad esempio dolci in generale, zucchero, bibite zuccherate,merendine preconfezionate, brioches…) nel sangue si verifica un aumento significativo dell’insulina.

Questo ormone ha infatti il compito di monitorare e rimodulare la quantità di zucchero nel sangue (troppo zucchero fa male). In caso di sovrabbondanza di zuccheri, intervenire abbassandone il livello. L’intervento massiccio di insulina, però, produce un effetto collaterale indesiderato: fa ingrassare. Anziché portare le sostanze nutritive nelle cellule dei muscoli le porta subito in quelle adipose. Giunta nel sangue tutta in una volta questa benzina a base di zuccheri non può essere stoccata nelle riserve di zuccheri (muscoli e fegato) che, in genere, sono già sature perché poco capienti e, soprattutto, perché il soggetto brucia poco dato che è sedentario. Non resta che accumularla sotto forma di grasso, dato che questi depositi hanno spazi praticamente infiniti.

Diverso sarebbe fornire zuccheri poco alla volta (cibi a basso indice e carico glicemico): essi entrerebbero in circolo a basse dosi, sarebbero consumati con più facilità e non ci sarebbe l’urgenza di immagazzinare l’eccesso sotto forma di grasso. Bisogna sapere che il 50% della popolazione ha una media tolleranza all’insulina. Il 25% ha un’alta tolleranza (quindi un bignè, su questi individui, ha un effetto ingrassante molto basso) e il 25% ha una bassa tolleranza. In pratica, il 75% della popolazione deve limitare l’assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico (carboidrati che si trasformano rapidamente in glucosio).

Il problema del controllo insulinico è tipico di chi non fa sport. Lo sportivo di buon livello “brucia” giornalmente parte delle riserve di zuccheri stoccate nel fegato e nei muscoli. Il che lo mette al riparo dai rischi “ingrassanti” di certe oscillazioni insuliniche.

Allora Come dimagrire 

con la sola dieta ipocalorica, quella da fame, per intenderci,  non è in grado di garantire risultati duraturi in termina di perdita di peso. Ricerche durate 5 anni su obesi sottoposti a tali regimi alimentari spartani lo confermano. Tutti o quasi recuperavano il peso in quell’arco di tempo una volta interrotta la dieta. La soluzione ottimale è, invece, quella di abbinare il movimento con una alimentazione corretta e bilanciata. Solo così si può così tentare di abbassare il punto di equilibrio. E’ sempre necessario creare un deficit calorico, indispensabile per dimagrire, ma intorno alle 200-400 calorie al giorno, non di più. Un deficit di 800-1000 calorie al giorno, come prevedono molte diete drastiche fai da te, non fa altro che scatenare tutti i meccanismi di difesa dell’organismo, perché il nostro corpo è concepito per risparmiare energia (e quindi calorie), non per bruciarla.

In questo video viene spiegato come l’obesità si è diffusa nel mondo in modo esponenziale. Video realizzato dal dottor William Amzallag per Jeunesse Global

Ora ti starai chiedendo,dopo tutte queste informazioni, come dimagrire in poco tempo e soprattutto come non riprendere i chili persi con gli interessi.

La risposta è  Zen Bodi delle Jeunesse Global. Puoi avere tutte le informazioni su questo unico e brevettato sistema dimagrante e come dimagrire DAVVERO cliccando su questa pagina e se preferisci puoi compilare il modulo contatti per ricever altre informazioni

 

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